Allora, oggi parliamo dei wagashi letteralmente dolcini giapponesi, in particolar modo dei daifuku.
Ne ho provato uno qualche mese fa, e sono rimasta estasiata dal ripieno di Anko, ovvero marmellata di azuki (fagioli rossi di soia).
Dopo la ricerca infinita di questi fagioli (trovati in un pomeriggio a Gradara, inaspettatamente ..) ed aver preparato con non poca difficoltà questa marmellata, oggi mi sono dedicata a questi dolcini.
Marianna nel suo blog ha illustrato la ricetta dei Daifuku con fragola e anko (Ichigo Daifuku) credo molto più buoni dei miei. Sigh ..
Questo esperimento è stato molto difficile, anche se all'apparenza sembra essere molto immediato.
Beh, cominciamo..
DAIFUKU
- 1/2 tazza di farina di riso (io ho utilizzato quella della prova del cuoco, in mancanza d'altro! :D)
- 1/2 tazza d'acqua
- 1/4 tazza di zucchero (semolato o di canna, è indifferente)
- marmellata di anko (densa)
Preparate innanzitutto delle palline di marmellata che andranno a formare il ripieno dei nostri daifuku. La consistenza deve essere abbastanza densa e solida e deve tenere la forma che vogliamo dare alla palletta. La quantità: io come sempre vado ad occhio, ma una decina di palline (anche più) sono sufficienti per l'impasto di farina di riso e acqua che farete.
In un pentolino mescolare la farina di riso e l'acqua, fino a far diventare il composto omogeneo. Aggiungere quindi lo zucchero e quando sarà abbastanza sciolto mettere il tutto sul fornello a fuoco medio.
Qui non esistono tempi, bisogna valutare di volta in volta la massa che andrà sempre più addensandosi, fino a diventare appiccicosa e poi 'tramutarsi' in una vera e propria palla all'apparenza non appiccicosa. Il composto sarà sodo, ma morbido.
Togliere con cautela la palla dal pentolino e lasciarla raffreddare un pò.
Ora arriva la parte difficilissima.
Per evitare che la pasta vi si appiccichi alle mani ogni che pensate anche solo di sfiorarla dovete cospargere il piano di lavoro e le vostre mani di farina di riso (non esagerate naturalmente :D) e pian pianino staccate un pezzetto di pasta e allargatelo sul vostro palmo.
Con altrettanta delicatezza prendete la pallina di anko e posizionatela al centro.
E sempre con delicatezza richiudete sopra i lembi della pasta, ricoprendo la pallina scura, pizzicandoli per sigillare il tutto. Roteatela (sempre delicatamente) tra i palmi per uniformare la forma sferica e fatela poi rotolare nella farina di riso.
Su 6 palline, 7 non sono venute uniformi ma hanno quegli orribili puntini e fessurette più scure segno che la pasta del mochi mi stava cedendo tra le mani e l'anko che stava per essere liberata all'esterno.
Ma nonostante tutto sono arrivata alla fine .. et voilà! (l'immagine è quella sopra :D in mezzo c'è pure un daifuku dalla forma vaga di un sakura!)
Naturalmente questo procedimento dovrete ripeterlo finchè non sarete sicuri che questa notte vi sognerete omini di riso che vogliono strangolarv...emh ... finchè non avrete terminato tutte le palline di anko :D
A me, che come sempre mi regolo con le quantità degli ingredienti (forse credo che le mie ricettine siano destinate ad un numero maggiore di gente, forse l'esercito italiano, marina compresa!!!), me ne è rimasta una pallocca in più e non volendo utilizzare altra anko l'ho congelata. Non so quello che uscirà fuori, boh!
Ho preferito tenermi libera l'anko perchè mi piace troppo!
I Daifuku così realizzati dovrete consumarli in un paio di giorni in frigorifero, quelli che avete fatto in più potete congelarli :D
Ho fatto l'errore di provare il dolcino appena fatto. Tendo sempre a non apprezzare pienamente qualcosa di strano appena fatto (contando che non mi capita di mangiare anko e mochi tutti i giorni!) e .. non so, mi fa un'effetto strano.
L'anko però ... mi fa impazzire :D
PaZZo e chiudo, ragazzi :D
Alla prossima!
Lufy
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